Samsung e PS3: come sono arrivato alla fatidica scelta!

Salve a tutti,

abbiamo acquistato il nuovo televisore di famiglia! Ci abbiamo messo giusto quei 2-3 anni per decidere ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

A dire il vero il compito di scegliere il modello è ricaduto sulle mie spalle visto che sono colui che in famiglia dovrebbe essere il più aggiornato. Il compito di mettere mano al portafogli l’ho delegato d’ufficio :D

Arrivo al sodo: ho scelto il Samsung LE40B530 corredato di Sony Playstation 3.

Premetto che l’obiettivo era di rimanere in un budget che non superasse di molto i 1000 euro, non tanto per la cifra in sé quanto per la consolidata constatazione che ogni 2 anni il prezzo dei televisori dimezza. Spendere ora 2000 euro mi sembrava uno spreco di soldi.

Girando poi per i vari centri commerciali e comparando i modelli disponibili di tipo LCD e LCD con retroilluminazione a LED mi sono reso conto che percepivo molto la differenza visiva fra un televisore FULL HD ed uno HD READY mentre non percepivo molto la differenza fra un televisore LCD ed uno LED.

Visto che mediamente la tecnologia LED viene venduta ad un prezzo doppio rispetto agli LCD tradizionali ho preferito la seconda opzione.

E’ vero comunque che la tecnologia a LED consuma molto meno ma con due rapidi calcoli ho visto che in 10 anni avrei risparmiato non più di 300 euro in energia elettrica.

E’ mia opinione che nell’arco di pochi anni ci sarà una rivoluzione nel settore dei televisori: penso diventeranno sempre più leggeri, sottili ed economici. Probabilmente a breve la semplice visualizzazione delle immagini costerà poco o nulla e l’industria si concentrerà sull’usabilità e sui contenuti.

Già oggi penso risulti sempre più difficile giustificare la necessità di pagare molto di più per nuove funzionalità. Ad esempio per me la qualità dell’immagine del Samsung che ho scelto è stupefacente! Poi tutte le funzioni in più dei nuovi modelli le ho trovate concentrate nella Playstation.

Ad esempio: navigazione in internet, visualizzazione DVD e Blue Ray, giochi e lettura di file multimediali dalla rete domestica via WiFi sono tutte funzionalità che si trovano nella PS3.

La ciliegina sulla torna è stata constatare che con il solo telecomando del Samsung posso anche pilotare la PS3 sfruttando il protocollo HDMI CEC (penso che Samsung chiami il protocollo Anynet+).

Il mio primo Blue Ray è stato Earth la nostra terra: stupefacente! Oltre alla bellezza senza eguali delle immagini e delle storie narrate devo dire che il full hd restituisce una sensazione immersiva simile a quella che si prova al cinema. Temevo che le immagini demo viste in negozio fossero ineguagliabili ma sbagliavo!

Dopo aver visto questo Blue Ray ho capito che avevo scelto qualcosa di stupendo che appagava qualsiasi mio desiderio hi-tec. Voler di più era proprio superfluo.

Unica nota stonata (nel vero senso della parola) è stato il sistema audio del Samsung: un difetto all’altoparlante sinistro ci ha costretto a richiederne la riparazione. Il centro assistenza ci assicura che in pochi giorni sarà risolto. Speriamo bene…

Qualche parola sulla PS3: console caretta ma completa, grafica bellissima e centro multimediale di rete completo. Veramente piacevole condividere con TVersity i file multimediali del proprio PC con la PS3, rende superfluo trasferirli da un disco fisso all’altro. Peccato solo che dopo aver visto un BlueRay i vecchi DIVX sembrino così sgranati e bruttini da vedere… :D

Cosa succederà nei prossimi anni? Cercheranno di convincerci che i televisori attuali che non supportano il 3D sono obsoleti e vorranno venderci televisori spessi come un foglio di carta, enormi come una parete e immersivi come canion. Io ho provato a vedere 2 film in 3D  al cinema e mi è venuto il mal di testa, gli occhialini mi pesavano troppo sul naso e la luminosità complessiva del film era bassa. Inoltre sebbene in salotto ci potesse stare un televisore di 46 pollici mi rendo conto che avrebbe invaso in modo esagerato gli spazi della stanza. Concludendo sono proprio curioso di vedere se Samsung riuscirà a scovare qualche reale bisogno che mi spinga a cambiare il televisore appena acquistato. Forse puntano a farli rompere appena scade la garanzia…

Ultima considerazione: ma quanto bisognerà aspettare prima che nelle nostre case arrivi un segnale televisivo FullHD? Se non ci decidiamo a portare la banda (REALMENTE) larga a tutti, questi televisori rimarranno sottoutilizzati per anni o per sempre.

Combattere l’infibulazione

Salve a tutti,

oggi affronto un problema che mi ha colpito profondamente: la pratica dell’infibulazione.

Conoscevo il termine ma solo la lettura di un articolo di giornale mi ha ricordato cosa sia. Su wikipedia potete leggere nei dettagli in cosa consista la mutilazione dei genitali femminili, vi confesso che il solo pensiero mi ripugna.

Vorrei comunque spiegare quale sia la mia posizione in merito al corpo umano e vorrei spiegare da dove nasca il mio punto di vista.

Io mi ritengo agnostico e questo incide anche sull’idea che del corpo umano e della possibilità che abbiamo di modificarlo.

A mio avviso non c’è nulla di sacro nel corpo umano e per questo ritengo che modificarlo non sia disdicevole. Quello che in ogni caso ritengo essenziale è che la modifica del corpo sia un atto che l’individuo deve compiere di propria volontà e a fronte di un’informazione sufficientemente accurata.

Per questo ritengo che i genitori siano i custodi dell’integrità fisica dei figli fino a maggiore età raggiunta la quale i figli diventano liberi. Lo diventano perché coscienti delle conseguenze che si hanno modificando il proprio corpo.

Non penso ci sia un momento particolare in cui si diventa responsabili, è un percorso che comunque si può dire quasi completo nei maggiorenni.

Detesto quindi tutte quelle pratiche, come l’infibulazione, che vengono imposte ai minori giocando sulla loro immaturità e spesso sulla fiducia che ripongono nei genitori.

Non c’è tradizione culturale che tenga e penso sia certo che tali pratiche non potrebbero esistere se fossero praticate solo verso individui maggiorenni. E’ ovvio infatti che la resistenza di un maggiorenne sarebbe tale da impedire ogni pratica mutilatoria (non sono proprio certo di questo, a volte la realtà supera la fantasia).

Quindi ritengo che in Italia si dovrebbe attuare una politica di informazione e di prevenzione atte a minimizzare la possibilità che adulti facciano o promuovano queste cose.

Da agnostico comunque mi domando come diavolo (è un modo di dire ovviamente…) siano nate queste convinzioni. Sembrano incubi prodotti da menti incapaci di comprendere la realtà. Forse la triste verità è che io ho la fortuna di poter accedere alla conoscenza mentre moltissime persone ora e soprattutto nel passato si sono dati una spiegazione della realtà con i mezzi che avevano.

A tale proposito mi ha fatto sorridere la storia del vibratore che ho letto recentemente. I medici di inizio novecento curavano le donne isteriche (nel senso di donne che soffrivano di isteria, una patologia riconosciuta) praticando la stimolazione degli organi genitali. Lo facevano come cura! Chiaramente poi le donne isteriche si calmavano ed in un certo senso i medici avevano individuato un rimedio che funzionava. L’avvento del vibratore è servito ad alleviare la fatica dei medici, i quali dopo un po’ si stufavano pure. Vi fu quindi un periodo in cui il vibratore ebbe una funzione terapeutica riconosciuta e tutte ne facevano libero uso. Solo con la scoperta dell’esistenza dell’orgasmo femminile si capì il senso prettamente sessuale della masturbazione femminile e all’improvviso possedere un vibratore diventò disdicevole (almeno ufficialmente…).

Vi ho raccontato questo per far capire come nelle società di tutto il mondo la sessualità ed i tabù vadano a braccetto. Dal rapporto conflittuale che l’uomo e la donna hanno verso la loro appartenenza di genere nascono un’infinità di favole che sono il mezzo per attenuare il disagio.

Forse anche l’infibulazione è servita a placare qualche oscuro conflitto ma è bene che si diffonda l’educazione sessuale in tutte le culture affinché questi errori stratosferici siano un se pur triste ricordo.

Per chiudere il post vorrei dirvi che comunque non sono contrario alla modifica consapevole del proprio corpo vista come atto di autodeterminazione. Difronte ad esempio a persone che si trafiggono le orecchie per portare gli orecchini e lo fanno in modo consapevole mi astengo dal giudizio. La stessa cosa vale per tutte le operazioni di chirurgia plastica a cui le donne e a volte anche gli uomini si sottopongono. Tutte soddisfano il bisogno di accettazione dell’individuo e nel praticarle non lo rendono infelice, anzi lo rendono felice.

In un certo senso riesco ad accettare la mutilazione che rende felici e che viene  fatta per esserlo.

A mio avviso comunque rimane una sciocchezza perché quando è irreversibile può arrivare il pentimento e la felicità tramutarsi in infelicità.

Quindi non sarebbe più saggio riuscire a risolvere i problemi di immagine e relazionali cercando di non toccare l’integrità del proprio corpo?

Il movimento www.beppegrillo.it

Ciao a tutti,

un breve articolo solo per dirvi che ieri l’altro ero a Milano al teatro Smeraldo alla fondazione del movimento promosso da Beppe Grillo.

Prima volta in vita mia che partecipo a qualcosa di simile anche perché a volte prendere posizione può sembrare temerario, soprattutto in Italia.

Io volevo solo dire che apprezzo l’impegno civile di tutti coloro che si dedicano alla politica e che lo fanno principalmente con lo spirito di servizio. Grillo ha dato questo messaggio ed ha sottolineato come la novità di questo movimento stia nella comunicazione bidirezionale che solo la rete internet consente.

Ho apprezzato anche i punti programmatici del movimento ed il fatto che sono punti aperti ad una discussione pubblica. L’intenzione è quella di consentire a tutti coloro che si iscrivono di votare le proposte che poi diventano parte fondante del programma del movimento.

Non si è mai parlato di partito, questo perché non penso sia intenzione di Grillo fondare un partito in contrapposizione agli altri partiti. Piuttosto il movimento appoggerà in modo trasversale coloro che si batteranno per rendere effettive le proposte del movimento.

Non nascondo che a volte sia sembrato utopistico ed esagerato nel suo modo di esternare ma questo è comune a tutti coloro che destreggiano l’arte oratoria. D’altra parte il movimento non è un fuoco di paglia visti i risultati che ha già conseguito (ad esempio l’appoggio ad Alfano e De Magistris).

Quello che sinceramente ancora manca è una visione nazionale. Tutti i punti sono condivisibili ma poco o nulla si dice ad esempio sulla politica industriale o sulla politica estera.

In pratica il movimento si fa portavoce di alcune istanze importanti (ad esempio sulla moralizzazione della politica) ma stenta ad affrontare problemi difficili. Ad esempio si fa portavoce di una decrescita a favore della salvaguardia dell’ambiente (che personalmente condivido se parallelamente si sposa con il miglioramento della qualità della vita) ma non tocca minimamente l’eventuale impatto che può avere sull’occupazione.

Ho visto anche il filmato finale dove alcuni importanti economisti spiegano quali scelte di politica energetica andrebbe attuate. Sono rimasto affascinato dal fatto che sembrano realmente scelte obbligate ma quello che mi ha lasciato sconcertato è la rapidità con la quale dovremmo adottarle. Quindi non ci sono alternative: o questi signori sono degli invasati oppure il tempo è scaduto, stiamo già precipitando e semplicemente non ce ne siamo ancora accorti.

Se ne esce con l’amara sensazione che non ci saranno mai grandi annunci a livello politico dove si dirà che la festa è finita. Semplicemente la festa finirà e più o meno violentemente ognuno si adatterà. Se gli stati reggeranno allora l’adattamento avverrà in pace altrimenti nel caso di fallimento gli stati lasceranno sul campo più macerie del necessario.

Penso comunque che il movimento dovrà darsi delle priorità e che dovrà elaborare una strategia in base alla proprio visione del futuro. Se i problemi planetari sono impellenti forse la controriforma della scuola può passare anche in secondo piano. Insomma non si possono sentire studiosi che dicono che tutto si deciderà nei prossimi 15 anni e poi discutere della riforma del referendum: se fra 15 anni cade il mondo magari il referendum non servirà più…

A tutti noi il compito di capire, ascoltare, farsi un’idea ed agire di conseguenza.

Alternative a Viaggi Avventure Nel Mondo

Salve a tutti,

proseguo il tema del viaggio con questo secondo articolo. Vi lascio subito due link interessanti che ho trovato cercando alternative a viaggi avventure nel mondo con Google:

Forum: Viaggi Avventure nel Mondo – Lonely Planet Italia

Africa Wild Truck

Il primo è un forum dove emerge a macchia di leopardo quello che ho già detto nel post precedente. Il secondo è un tour operator che organizza spedizioni in Africa. Lo riporto per confronto con quello che si vede sul sito di Viaggi. In Africa Wild Truck è spiegato tutto e ci sono i riferimenti del programma e delle persone che fanno da guida. Secondo me solo così si dovrebbero affrontare viaggi impegnativi. Chiaramente non ho una conoscenza diretta di questo tour operator ed aspetto commenti di chi lo ha utilizzato.

Ritornando a Viaggi volevo porre l’attenzione sulla differenza sostanziale che c’è fra il viaggiatore ed il turista. Il primo si prepara adeguatamente e con largo anticipo, contatta direttamente le strutture e si informa sui possibili rischi. Il secondo non ha tempo per farlo: desidera andare semplicemente in vacanza e godersi le persone che incontra senza i grattacapi legati all’organizzazione del viaggio. Non è detto che non possa venire a contatto con le popolazioni indigene ma questo non è il suo obiettivo principale. Il turista ha come obiettivo principale lo svago in tranquillità.

Quello che capita con Viaggi è che moltissime persone, e forse anche qualche coordinatore, sono a tutti gli effetti dei turisti e per questo possono rimanere delusi dalla realtà dei viaggi autogestiti. Viaggi si rifà al concetto dell’autoesclusione dei partecipanti che dovrebbero essere coscienti della tipologia di viaggio proposta. Secondo me ci sarebbe vera autoesclusione se i gruppi di viaggio fossero chiusi ad almeno 2 settimane dalla partenza, meglio un mese, e se a tutti fosse data la completa documentazione del viaggio.

Inoltre sono dell’avviso che l’autogestione del viaggio da parte del gruppo sia solo fonte di inutili litigi: meglio, a mio avviso, un programma chiaro e definito in ogni dettaglio e che non lasci alla maggioranza la decisione di scelte importanti. Ogni volta che una maggioranza sceglie c’è una minoranza che litiga e tende a staccarsi dal gruppo. Poi ci possono essere comunque momenti di libertà e penso sia auspicabile ce ne siano per accontentare un po’ tutti.

Il viaggio spartano

Molti lo desiderano e molti lo detestano. Ai secondi dico non scegliete Viaggi. Poi comunque vorrei capire perché visitando città dove ci sono alloggi di ogni tipo sia necessario stare scomodi ed in condizioni igieniche precarie. Non posso accettare l’argomentazione che lo si faccia per risparmiare perché alloggiare in luoghi dignitosi incide per un 15% in più sul costo complessivo del viaggio. Ovviamente è tutto diverso se si tratta di piantare la tenda in mezzo alla savana dove non c’è null’altro. Lì poi c’è la magia della situazione e l’esperienza assume un altro spessore (animali vari permettendo…).

Il viaggio mordi e fuggi

Finiamola con l’angoscia di vedere ogni giorno un posto nuovo, una città nuova, un mondo nuovo! Ritroviamo i ritmi della scoperta. I tour di Viaggi sono densissimi e penso sia un altro limite di questa formula. Non c’è il tempo di ambientarsi un attimo, di scoprire  e di conoscere un luogo che subito si fugge per un posto nuovo e sconosciuto. Perché? C’è un numero minimo di chilometri da percorrere per essere degni di chiamarsi viaggiatori? Oppure c’è la sensazione di non accontentarsi mai? Riflettendoci un attimo sappiamo che volendo nel web si possono trovare le foto di tutto il mondo. Quindi il mondo può essere visto e sentito in ogni momento. Il viaggio non dovrebbe servire a vedere e sentire la realtà ma dovrebbe essere un modo per apprezzarla e questo non si può fare osservandola dal finestrino di un’auto. Tanto vale vedersela da casa con una bella birra in mano! (ok, ho estremizzato ma il senso è quello)

Poi se il mercato chiede questo, e ovviamente Viaggi conosce bene il mercato, ne prendo atto e mi cerco qualcosa di diverso.

Com’è andata

Tutto quello che riporto serve a focalizzare l’attenzione sulle problematiche che possono emergere. Non posso non dire quanto viaggiare in gruppo sia piacevole ed appagante. Come ho letto nel forum a volte basta incontrare una persona speciale per rendere l’intero viaggio speciale. Altre volte è sufficiente incontrare persone con cui non si sta bene per farselo rovinare. Questo non capita solo in viaggio e non capita solo con Viaggi. E’ un rischio ineliminabile e per questo bisogna imparare a gestirlo se si intende continuare a viaggiare in gruppo.

Come andrà

Bene! Detto questo, io mi dichiaro TURISTA! Almeno per il prossimo viaggio… Se comunque troverò il tempo per prepararne uno con un buon tour operator potrei sempre riscoprirmi viaggiatore.

Posterò eventuali siti interessanti.

Viaggi Avventure Nel Mondo

Sottotitolo: il mio personalissimo punto di vista

Al quarto viaggio con il tour operator Viaggi Avventure Nel Mondo (Viaggi in seguito) sento di poter trarre alcune considerazioni che vorrei condividere.

Per chi non conoscesse questo tour operator riassumo brevemente il loro modello di viaggio.

Il sito web consente l’iscrizione a viaggi di gruppo effettuati in tutto il mondo. Sul sito è possibile visualizzare l’elenco di tutti i viaggi proposti con l’indicazione dei partecipanti già iscritti e del coordinatore che seguirà il gruppo. Il coordinatore è a tutti gli effetti un viaggiatore e non è una guida, nel senso che non ha come compito quello di fornire un servizio di guida turistica. E’ il punto di riferimento del gruppo e si occupa principalmente della prenotazione delle strutture e del rapporto con i fornitori dei servizi incontrati durante il viaggio.
Al coordinatore Viaggi Avventure fornisce le relazioni dei viaggi precedentemente effettuati nelle stesse zone dagli altri gruppi. In questo modo la ricerca degli alloggi e dei servizi risulta molto facilitata. Oltre a questo le relazioni sono una guida utile per orientarsi nella scelta dei luoghi da visitare durante il viaggio.

Il motivo per cui è fondamentale la figura del coordinatore è che Viaggi non organizza il viaggio nella sua interezza. Viaggi, a fronte del pagamento di una quota base, acquista per i viaggiatori i biglietti aerei, fornisce al gruppo un voucher per il noleggio delle auto oppure paga direttamente una guida locale per il trasporto dei viaggiatori con un pulmino, paga la quota base del coordinatore, paga un’assicurazione per l’assistenza durante il viaggio.

Quindi il servizio principale di Viaggi è la creazione dei gruppi di viaggio, l’acquisto dei servizi base e la fornitura di tutte le informazioni necessarie al gruppo per l’organizzazione del viaggio.

Non mi dilungherò nella descrizione di tutte le formule offerte da Viaggi, potete scoprirle nel loro sito.

Quello di cui mi vorrei occupare è il rapporto che i viaggiatori che si affidano a questa formula hanno fra di loro e con il tour operator.

A mio avviso, malgrado tutto quello che Viaggi scrive sul sito, le persone non comprendono cosa sia questa formula di viaggio fino a quando non la sperimentano. Questo porta molto spesso a profondi malcontenti, a forti dissidi all’interno dei gruppi ed alla successiva rottura.

Non intendo criticare nulla di questa formula ma vorrei sottolineare le conseguenze, forse inevitabili, che questa formula porta con se.

La prima considerazione che mi sento di fare è che vi sono due viaggi: quello nella realtà dei paesi visitati e quello psicologico nelle dinamiche del gruppo. Sono entrambi molto intensi e possono essere stupendi o tremendi. Tutto dipende dalle aspettative dei partecipanti.

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