Multe su strisce blu sono nulle se ticket è solo scaduto? Non proprio…

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Un saluto a tutti i lettori.

Oggi vorrei condividere alcune informazioni che vi potrebbero evitare di gettare al vento una sessantina di euro. Per questo vi chiedo di sostenere il blog con una donazione, anche piccola.

I fatti in breve: il 4 Luglio 2015 ho sostato in Viale Martelli a Pordenone sulle strisce blu, ho pagato € 1,20 di ticket per 45 minuti di sosta che scadeva alle 10:09. Sono tornato all’auto in ritardo e nel frattempo un vigile urbano, passando alle 10:30 mi ha fatto una contravvenzione per divieto di sosta. In internet ho trovato diversi siti (Codacons ed altri) che invitavano a presentare ricorso in quanto sostenevano che le multe di questo tipo sono nulle. Continue reading “Multe su strisce blu sono nulle se ticket è solo scaduto? Non proprio…”

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Combattere l’infibulazione

Salve a tutti,

oggi affronto un problema che mi ha colpito profondamente: la pratica dell’infibulazione.

Conoscevo il termine ma solo la lettura di un articolo di giornale mi ha ricordato cosa sia. Su wikipedia potete leggere nei dettagli in cosa consista la mutilazione dei genitali femminili, vi confesso che il solo pensiero mi ripugna.

Vorrei comunque spiegare quale sia la mia posizione in merito al corpo umano e vorrei spiegare da dove nasca il mio punto di vista. Continue reading “Combattere l’infibulazione”

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Associazione “I Bambini per i Bambini” Onlus

Salve a tutti,

oggi vorrei cambiare argomento e passare al mio primo articolo di impegno civile.

Voglio cominciare segnalandovi un’associazione che ho conosciuto alcuni giorni fa vedendo una trasmissione della RAI.

Si tratta di I Bambini per i Bambini, un’associazione che è nata dalla drammatica esperienza di due fratelli gemelli che hanno dovuto affrontare la dura vita in ospedale per aver contratto la leucemia.

Quello che mi ha colpito è l’aver scoperto che in alcuni ospedali italiani il trattamento riservato ai bimbi è drammaticamente disumano. In particolar modo l’associazione si batte affinchè i bambini non siano divisi dalla famiglia e lasciati soli in ospedale a causa di restrizioni che non si basano su alcuna necessità reale.

Ammetto che l’argomento non mi avrebbe coinvolto più di tanto se non avessi conosciuto in passato l’esperienza di un periodo in ospedale.

Il fatto è che purtroppo i miei primi ricordi, quelli che dopo una certa età diventano indelebili e rappresentano un po’ il ricordo di come siamo venuti al mondo, sono proprio legati ad un ospedale.

E’ l’ospedale di Padova dove sono stato operato a due o tre anni, non so con precisione quanti anni avevo. L’operazione era legata ad un’ustione al collo.

Ricordo con precisione quel luogo ed il senso di profonda solitudine ed abbandono che provavo quando i miei genitori dovevano salutarmi per tornare a casa. Ricordo l’ascensore che si chiudeva. Ricordo inoltre gli altri bimbi ustionati che stavano molto peggio di me.

Quando penso che i miei genitori si prodigavano per essere presenti il più possibile e che sono dovuto rimanere ricoverato per pochi giorni, non posso non immaginare cosa voglia dire rimanere segregati in ospedale per mesi.

Per questo ritengo che tutti debbano essere coscienti del fatto che se un ospedale impone dei limiti alle visite irragionevoli allora è necessario opporsi e pretendere il cambiamento delle regole.

Alternativamente è necessario individuare altre strutture dove la cura della sofferenza psicologica sia tenuta in maggior conto.

Fate tesoro di quest’informazione e avvisate dell’esistenza dell’associazione tutti coloro che conoscete e che hanno dei bambini in ospedale. I bambini non possono difendersi da soli.

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